MASSIMO BERNARDI

(http://www.usapp.it)

ALLENARE IL TIRATORE A LIVELLO GIOVANILE

Se diamo un pallone da Basket ad un bambino,la prima cosa che farà sarà tirare cercando di fare entrare la palla nel canestro.Proviamo a chiederci il perche?

Il motivo risiede nell'esseriza del nostro straordinario sport per il quale,buttare la palla dentro ad un canestro è un gesto pieno di magia.

Il giocatore di Basket è la risultante di un lavoro specifico ed analitico su tutti i fondamentali, ma forse il tiro è quello più importante. Tutti i giochi d'attacco, più o meno liberi, hanno come scopo il fare canestro. Una squadra può anche organizzare un movimento offensivo alla perfezione, ma avrà sempre bisogno di giocatori che ne eseguano la parte finale, il fare canestro.

Il gesto del tiro è la sintesi di un duro lavoro, un movimento estremamente automatizzato dato che, nell'istante del tiro il giocatore non pensa più ai movimenti analitici che lo compongono ma lo realizza spontaneamente. Pur esistendo giocatori in possesso di particolari doti naturali, ad esempio la sensibilità, sono l'allenamento continuo, la volontà e la concentrazione che permettono anche a chi queste doti non le possiede di raggiungere risultati discreti. Credo fermamente nell'importanza del lavoro e nell'ottenimento di piccoli miglioramenti attraverso l'impegno quotidiano.

In ogni tipo di programmazione giornaliera è buona abitudine organizzare esercizi specifici riferiti ai diversi tipi di tiro e a differenti situazioni. In questa fase di lavoro si deve esigere la corretta esecuzione del movimento tecnico, mantenendo presente l'importanza della personalizzazione del gesto nell'esecuzione del tiro. La tecnica di tiro dovrà perciò essere adattata alle capacità e alle qualità specifiche del giocatore, in quanto la mobilità articolare, i muscoli e le leve sono elementi che influiscono sull'esecuzione del tiro ed evidentemente differiscono da un atleta all'altro. La capacità dell'istruttore sta' nell'individuazione della forma di tiro che più si adatta al ragazzo, insegnando si l'esatta tecnica ma nel contempo individuando il movimento migliore per l'efficacia dell'esecuzione.
Tutto ciò non è però sufficiente a creare un vero tiratore, occorrono anche altre qualità. E' per me motivo di grande soddisfazione vedere, al termine dell'allenamento, qualche giocatore che rimane in palestra a tirare, da solo.L'umiltà, lo spirito di sacrificio e la voglia di arrivare sono aspetti determinanti nella carriera di un giocatore. Per diventare un tiratore, è necessario che un ragazzo si alleni da solo, in modo da instaurare un rapporto speciale fra sé, il canestro e la palla. Quando concetti come la perseveranza e la voglia di passare ore e ore a tirare saranno diventati parte dell'atleta, stiamo certi che potremo provare a fare di lui un buon tiratore. Ma tutto questo non è ancora sufficiente. E' in fatti essenziale dare al nostro giocatore la capacità di analisi e di soluzione al cospetto di determinante possibilità di scelta, in modo tale da porlo in grado di sapere quale tipo di tiro utilizzare e soprattutto quando effettuarlo.

Ogni buon tiratore deve essere in grado di far si che, sul campo, si sviluppino situazioni offensive a lui favorevoli. Il tutto attraverso l'uso dei fondamentali individuali, con e senza palla, e l'effettuazione di blocchi a suo vantaggio.

Subentra poi l'aspetto che crea la base su cui si può costruire il tiratore e la cosa della quale lo stesso ha un bisogno vitale, la fiducia. Fiducia composta da tranquillità, determinazione, sicurezza e stima in se stesso. Soprattutto a livello giovanile, è molto Importante dare fiducia, permettendo ai ragazzi l'assunzione delle giuste responsabilità. Un giocatore libero nel suo raggio di esecuzione, deve tirare. Noi allenatori possiamo insegnare la tecnica migliore, possiamo far allenare i giocatori per ore ed ore, ma se non diamo loro la possibilità di tirare e anche di sbagliare in partita, se non li stimoliamo a prendere iniziative e non sottolineiamo positivamente ogni loro buona scelta, allora non avremo lavorato bene sulla costruzione del loro carattere e non potremo così allenare dei tiratori. Veri tiratori si diventa in partita, quando tutte le difficoltà sono amplificate dall'importanza del risultato vincente di un tiro.

METODOLOGIA DI INSEGNAMENTO

Nell'esecuzione di un tiro, l'aspetto basilare è la presa della palla, avendo le mani già in posizione di tiro con il polso caricato. Il tiro deve essere un movimento armonico, fluido e dinamico. Tutti gli angoli del corpo del tiratore devono aprirsi in successione, partendo dai piedi per finire alla mano che rilascia la palla. Questa deve indirizzare la palla a canestro imprimendole con le dita la corretta rotazione all'indietro.