Un attacco alla zona

Non è insolito che una squadra che sta giocando con efficacia e successo contro una difesa individuale vada in crisi contro la stessa squadra che passa alla difesa a zona. I giocatori sono gli stessi, le loro capacità individuali sono inalterate, i difensori non sono cambiati, ma qualcosa non funziona più a dovere.
E’ molto probabile che la squadra che va in crisi non sia ben preparata ad attaccare la zona, non soltanto per la qualità della manovra ma anche, e soprattutto, per la mancanza degli adeguati principi di base, vere e proprie chiavi necessarie per raggiungere il successo.
Se i giocatori non interagiscono adeguatamente, se non c’è accordo fra loro e sintonia fra il gioco interno e quello esterno, se la circolazione del pallone non distorce la zona, se il suo ribaltamento non la sorprende sbilanciata su un lato e se, in abbinamento con il movimento dei giocatori, non apre i necessari varchi nei quali penetrare, l’attacco è destinato inevitabilmente al fallimento.
Non fallisce, se non per la bravura dei difensori, avversari l’attacco alla zona dell’università dell’Alabama con sede a Birmingham allenata da Murry Bartow.
Un’occhiata ai principi chiave ai quali si attengono i giocatori, oltre ad essere l’utile premessa per capire meglio i movimenti illustrati nei diagrammi, serve per conoscere e verificare le linee guida.
Le chiavi.

Conoscendo i principi che regolano l’esecuzione dell’attacco, è agevole seguire i movimenti che hanno origine da una disposizione "3 fuori–2 dentro" adottata per battere la zona 2-1-2 e che mostrano alcune particolarità di questo attacco.

Diagramma 1
diagramma 1

Il diagramma, oltre che illustrare la posizione dei difensori, evidenzia il lavoro combinato degli esterni e dei lunghi. Sul perimetro, 1 passa a 3, taglia per occupare un varco e viene rimpiazzato da 2 per il corretto bilanciamento e la giusta spaziatura. I due lunghi, 4 e 5, lavorano per premere sulla linea arretrata della difesa: 4 si muove verso l’interno dell’area sotto canestro (attacco da dietro) e 5 esce e si allarga verso l’angolo ravvicinato.

Diagramma 2
diagramma 2

Questo diagramma ha l’unico ed evidente scopo di illustrare il principio che vuole sia posta attenzione al gioco "dentro-fuori". 3 passa dentro a 4 e 4 è attento al pronto ribaltamento su 1 sull’altro lato del campo.

Diagramma 3
diagramma 3

Una ulteriore evidenza di alcune particolarità del lavoro congiunto degli esterni e dei lunghi. 4 e 5 lavorano per occupare l’angolo ravvicinato e per scattare da dietro. Sul perimetro, 1, 2 e 3 mantengono le giuste distanze fra loro e possono scambiarsi le posizioni.

Diagramma 4

Ancora un’evidenza del gioco "dentro-fuori". Il passaggio al post basso da parte di un esterno è parte di questo attacco. Ipotizzando compiuti i movimenti illustrati nel diagramma precedente, 1 passa dentro a 4 che può agire nello spazio compreso fra la posizione di post basso e l’angolo ravvicinato. 4, a sua volta, deve prestare particolare attenzione all’esecuzione di un tempestivo passaggio che ribalta il pallone sull’altro lato del campo, in questo caso a 3.

Diagramma 5
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Il gioco normalmente inizia con 1 che palleggia verso destra per perfezionare un passaggio a 3. La prima scelta è il passaggio dentro a 5 in post basso per cercare il tiro immediato di 5 o il pronto ritorno del pallone a 3 scivolato in angolo che può produrre un tiro da tre punti. Sul passaggio di 3 a 5, 4 lavora sia per prepararsi al possibile rimbalzo ma anche per comprimere il difensore più vicino verso la linea di fondo per favorire l’esecuzione della seconda scelta. Il lavoro di 4, infatti, apre una corsia di passaggio per 2 da parte di 5 che, se si concretizza, porta automaticamente 2 al tiro da tre (salvo il pronto, ma non agevole, intervento del difensore vicino a 2). In caso di ribaltamento su 2, l’azione può essere replicata sul lato sinistro con lo scambio di ruoli fra 4 e 5.

Diagramma 6
diagramma 6

Se 3 è costretto a ripassare a 1, scatta quello che, in realtà, è il principale obiettivo di questa azione: il lob per 3. 1 si sposta in palleggio sul lato sinistro, 5 scatta con decisione in area verso la sua parte alta, seguito immediatamente da 4 che incrocia ed esce verso 3 per il quale porta un blocco cieco. Se la difesa reagisce a questi movimenti adeguando le posizioni, è probabile che per 3 si apra una corsia di penetrazione a canestro nella quale può andare preparandosi a ricevere il passaggio di 1 che, in palleggio, ha cercato un buon angolo per eseguirlo. Se 1 riesce ad eseguire il lob, 1 ha la concreta possibilità di andare a concludere da sotto.
Un aspetto interessante dello sviluppo di questo attacco alla zona consiste nelle modalità di ricerca del sovrannumero laterale voluto, ovviamente, su entrambi i lati.

Diagramma 7
diagramma 7

Una prima particolarità sta nel fatto che il sovrannumero non viene cercato prima del secondo passaggio diretto ad un’ala. 1 passa a 2 e la differenza visibile con quanto fino ad ora illustrato è il comportamento di 4 che attacca il difensore sul suo lato da dietro cercando di tenerlo alle proprie spalle. Il passaggio di 1 a 3 avvia il gioco.

Diagramma 8
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Il passaggio di ritorno di 3 a 1 è il preludio alla manovra che porta al sovrannumero, in questo caso sul lato sinistro. Come 3 vede 1 eseguire il passaggio a 2 che ribalta il pallone sul lato opposto, scatta verso canestro e attraversa l’area lungo la linea di fondo ruotando prima su 5 e forte dell’aiuto che riceve da 4 che blocca in suo favore. 2 completa il taglio uscendo in angolo e porta a compimento la prima fase della azione che mira ad ottenere il sovrannumero.

Diagramma 9
diagramma 9

Il pallone è nelle mani di 2 sulla sinistra ed il taglio diagonale che porta 5 dalla posizione di post basso sulla destra a quella di post alto all’angolo sinistro della lunetta fa raggiungere ai giocatori un forte sovrannumero sul lato sinistro del campo. I possibili sbocchi della azione sono intuibili e comprendono tanto il tiro da fuori quanto il gioco interno.

Diagramma 10
diagramma 10

Se non c’è stata alcuna conclusione e la squadra vuole giocare altre opzioni derivanti da una situazione di forte sovrannumero, il ribaltamento del fronte offensivo non è difficile e si snoda come riprodotto in quest’ultimo diagramma.

2 ripassa a 1 in posizione centrale e poi scatta diagonalmente verso l’area che attraversa per poi uscire lungo la linea di fondo campo fino a raggiungere l’angolo sul lato opposto. Anche 3 cambia lato iniziando con un taglio lungo il fondo prima di ruotare su 4 che blocca in suo favore e risalire attraverso l’area fino a raggiungere la posizione di ala in prossimità dell’estensione della linea di tiro libero sullo stesso lato di 2. 5 cambia lato e lo spostamento in palleggio di 1 raggiunge l’effetto voluto con quattro giocatori su un lato del campo. Il passaggio di 1 a 3 da il via ad un nuovo tentativo i cui movimenti non sono difficili da intuire.

Nota bene.

Nel testo è usato, in alcuni casi, il termine "angolo ravvicinato". Si tratta della libera traduzione dell’americano "short corner" che si riferisce ad un angolo formato dalla linea di fondo campo e da una linea ideale tracciata perpendicolarmente ad essa a una distanza di 4,5 metri dal canestro.